LOCANDA DEL PRIORE
Inclusione e responsabilità sociale

Accoglienza, inclusione, rispetto per il lavoro dell’uomo e per l’ambiente, sono i valori che più rappresentano il ristorante e affittacamere, nonché progetto sociale, Locanda del Priore, locata in Piazza del Priore a Vaie, in provincia di Torino. 

La Locanda del Priore è gestita dalla cooperativa sociale Amico, che dal 1999 opera sul territorio della Val Susa mettendo al centro il rispetto del lavoratore e offrendo la possibilità di un lavoro dignitoso a soggetti fragili e vulnerabili: chi è in situazione di svantaggio – come i richiedenti asilo e i rifugiati, o le persone con disabilità – o chi semplicemente ha bisogno di una seconda occasione nella vita.

Perchè la si può descrivere come progetto sociale l’abbiamo chiesto direttamente al referente di sala Stefano Gervasone e ai diretti beneficiari del progetto, la cameriera Ilham El Halchemy e il responsabile di sala Mamadou Diallo Kenda. 

Stefano esordisce spiegando che “il progetto della locanda punta all’inclusione di soggetti fragili come persone con disabilità e immigrati nel mondo del lavoro, investendo sull’indipendenza del soggetto. Dopo un tirocinio iniziale tutti i nostri ragazzi sono infatti stati assunti […]”. 

Elementi sostenuti e ribaditi anche da Ilham El Halchemy, che entrata tramite tirocinio, è poi entrata a far parte della brigata del ristorante: “Il primo contatto quando sono entrata in italia è stata la cooperativa, che mi ha dato la possibilità di imparare pur essendo invalida […]. Mi hanno trattato come una persona normale. […] Ho imparato tante cose, sia dei vini che come saper interagire con il cliente al meglio […]”.
Dello stesso pensiere è anche il responsabile di sala Mamadou è in Italia da 5 anni e ci racconta: “Quando sono arrivato ho iniziato a lavorare in locanda come aiuto cuoco e poi mi hanno dato la responsabilità della sala, fare apertura, chiusura, allestire. All’inizio non sapevo che potessi arrivare a questo punto, ringrazio i miei colleghi che mi hanno aiutato a capire quello che ero in grado di fare.

L’inclusione lavorativa e sociale di persone svantaggiate e la valorizzazione della diversità e delle risorse umane in genere, oltre a generare innovazione sociale, assicura la qualità dei servizi offerti. Mentre la scelta primaria di una filiera corta e controllata garantisce il rispetto per l’ambiente e il sostegno delle realtà produttive del territorio che portano avanti un’agricoltura sana e rispettosa della biodiversità.

 

Articolo scritto nell’ambito del Progetto PITer Alte Valli – Cupre delle Alpi – Progetto n. 5031 Alte Valli Innovativo – Cuore Innovativo finanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliera ITALIA – FRANCIA “ALCOTRA 2014 – 2020”.
Il progetto intende dare luce ai processi innovativi avviati dalle imprese del territorio delle valli alpine del Bacino Pinerolese e della Val Susa.