Ciao a tutti, noi siamo Enrico e Saida due ragazzi italiani di Bassano del Grappa (Vi) ma in questo momento vi stiamo scrivendo da una grande casa nel mezzo delle valli dello Yungas in Bolivia.
Ci piacerebbe, però, raccontarvi come siamo arrivati qui e cosa significa per noi questa esperienza.
Dopo cinque anni di grande amore abbiamo scelto di sposarci, in un modo super economico e multiculturale, il 17 Novembre 2018 e dopo dieci giorni abbiamo preso il volo con direzione America Latina.

Atterrati in Colombia è cominciato il nostro viaggio che, in autobus, ci ha fatti arrivare ai confini con il Venezuela e conoscere Ecuador, Perù, il deserto del Cile e la Bolivia.

Raggiunta la nostra meta, la città di La Paz, abbiamo conosciuto Riccardo il responsabile della Fondazione Munassin Kullakita che ci ha accolti a braccia aperte a casa sua.
Dopo un primo mese di volontariato in fondazione, lavorando con ragazzi di strada in situazione di consumo e ragazze minorenni vittime di tratta e traffico di persona, violenza e sfruttamento sessuale, ci è stato proposto da Riccardo di realizzare un progetto di agricoltura sociale.


Il nostro sogno è da sempre stato quello di poter realizzare un progetto che riesca ad unire la laurea di Enrico in Tecnologie Forestali e Ambientali e quella di Saida in Servizi Sociali e per fortuna cosi è stato.
Il primo Aprile 2019 insieme a Giulia, un’altra volontaria vicentina, abbiamo dato il via al progetto ‘’Casa Willjtata’’, che in aymara, lingua locale, significa casa dove sorge il sole o casa della rinascita.

Abbiamo scelto questo nome perché il progetto ha come obiettivo quello di far rinascere una vecchia azienda di caffè, in cui fino al 1952 c´è stato il padrone con gli schiavi e che per molti anni è rimasta abbandonata con i suoi 29 ettari di terreno, facendola diventare un luogo che potrà dare nuove possibilità alle persone che ne faranno parte.

Per il primo periodo abbiamo vissuto senza acqua ed elettricità, potendoci lavare solamente in un piccolo ruscello naturale, fino al momento che non si è prosciugato, ma fortunatamente grazie ai lavori di idraulica siamo riusciti a far portare l’acqua in casa velocemente. Per l’elettricità ci è voluto un po’ più di tempo, dandoci la possibilità di raccontarci tante storie a lume di candela e fare qualche partita a carte. Ora la casa sta diventando sempre più accogliente e pronta per far divenire realtà i propri obbiettivi e sogni.

Il progetto prevede il lavoro diretto con i bambini e ragazzi dei villaggi circostanti che molto spesso vanno incontro a situazioni di abbandono da parte della famiglia o che non hanno possibilità di continuare il proprio percorso di studi a causa della mancanza di strutture scolastiche di livello maggiore. Inoltre prevede il lavoro con le ragazze della casa di accoglienza della fondazione che hanno terminato il loro primo percorso di recupero dopo le difficili situazioni affrontate. Quest’ultime molto spesso a causa della povertà vengono costrette a prostituirsi per pochi euro e vincono il disgusto annusando colla che le stordisce e che alla lunga “brucia” il loro cervello. Alcune vengono trovate in situazioni pericolose poco prima che entrino nel giro della prostituzione, grazie al lavoro esperto di educatori, sopratutto nella zona di El Alto, La Paz.

Il progetto, destinato a questi giovani, prevede lo sviluppo dei propri obiettivi in varie fasi.

La prima riguarda la ristrutturazione della casa già presente, la creazione di aree destinate a dormitori, bagni e cucina per accogliere i giovani e professori ed aule attrezzate per svolgere le lezioni teoriche. Una parte dei lavori è già stata svolta, anche se il lavoro da fare è ancora molto.

Stiamo effettuando anche un primo recupero delle aree verdi piantando piante da frutto e ortaggi e in seguito verrà realizzato direttamente dagli studenti nei momenti di formazione pratica creando aree destinate alle coltivazioni agricole con orientamento biologico.

Un aspetto fondamentale da tenere in considerazione è l’alta capacità produttiva che ha la zona. Il sistema ambientale è adatto alla produzione di alberi da frutto, legno, ortaggi, floricoltura, allevamento di animali, erbe medicinali ecc.. Gli abitanti della zona, però, si sono dedicati totalmente alla coltivazione di foglie di coca in quanto viene vista come unica fonte di entrata economica. In quest’ultimo periodo ci si è, però, resi conto che la coltivazione della coca porta a problemi di sostenibilità e tutto quello che ne deriva dal monocultivo (i pericoli ambientali, aumento del costo dei prodotti provenienti dalla città, l’arrivo massivo di persone da altre zone distanti). Tutto questo con il tempo sta portando, inoltre, problemi di insicurezza e conflitto tra le comunità. Ciò è dovuto non solo dalle problematiche legate al narcotraffico, ma anche dalla presenza di leggi statali che definiscono la quantità e l’area di produzione di questo prodotto. Questo comporta la presenza di enti di controllo che, in svariate occasioni, si sono dovute fronteggiare con le comunità locali scaturendo situazioni di conflitto e tensione. Le stesse situazioni di scontro si stanno verificando anche tra le comunità limitrofe in quanto tutte vogliono possedere sempre più terreno per la loro produzione. Diversamente dalle altre colture, la pianta di coca nel tempo porta all’impoverimento dei suoli costringendo i coltivatori a non poter riutilizzare le proprie aree di coltivo lasciando, di conseguenza, un terreno spoglio e infertile.

Il progetto punta a lavorare principalmente con i giovani, anche se mantenendo un rapporto di collaborazione continua con gli adulti delle comunità.

Verrà effettuato un lavoro di educazione attraverso attività e giochi dedicati ai bambini delle comunità locali, puntando a creare un ambiente di rispetto tra le persone che abbia un occhio di riguardo per la tutela ambientale ed il rispetto della natura.

Verranno realizzati corsi di formazione teorico-pratici ad indirizzo agricolo ai quali potranno partecipare tutti i ragazzi della zona.

Verranno inoltre previste aree di impiego lavorativo, che potranno spaziare dalla gestione della casa, alla gestione economica del progetto, alla creazione di attività di eco-turismo nella zona ed alte possibilità lavorative, destinate alle ragazze della casa di accoglienza della Fondazione M. K..

L’area del progetto sarà anche punto di dimostrazione, per tutte le comunità della zona di nuove tecniche di tutela e salvaguardia ambientale, seguendo sempre la linea di lavoro dell’agricoltura sociale a direzione biologica.

Per quanto riguarda l’auto-sostenersi, il progetto punta a farlo in parte attraverso la produzione di caffè, stevia, frutta, miele e piante floreali, tutto biologico e la realizzazione di attività di eco-turismo nella zona.

I giovani saranno protagonisti della realizzazione del progetto attraverso il loro lavoro pratico in campo con la visione futura che a progetto avviato la gestione possa passare nelle mani di alcuni di loro.

Per aiutarci in questo primo periodo del progetto abbiamo avviato una campagna di raccolta fondi dove le persone sostenendoci economicamente hanno la possibilità di adottare una pianta a loro scelta che porterà il loro nome, così da ricordare sempre chi ha reso possibile tutto questo.

Se vi va di conoscere meglio il nostro mondo e sostenerci in questo sogno, aiutandoci cosí a realizzare tutti gli obiettivi che ci siamo posti, potete farlo entrando nel sito Casa Willjtata sulla piattaforma produzioni dal basso a questo link e seguire gli sviluppi sulla pagina facebook ‘’Casa Willjtata’’.

Se volete potete anche contattarci direttamente sulla nostra e-mail casawilljtata@gmail.com