Sul matrimonio tra gli Eugenio in Via Di Gioia e il WWF Italia anche Manzoni avrebbe cambiato la frase più celebre di Don Abbondio poiché per intenti, progetti, tematiche ed entusiasmo, questa è un’unione perfetta; e quale occasione migliore se non la Giornata Oasi del 2021?
Ma cosa sono queste oasi?
Accanto ai Parchi nazionali o alle aree protette regionali, in Italia è importantissimo il contributo delle oasi del World Wide Fund for Nature. Nato nel 1966 il WWF Italia in poco più di 50 anni ha organizzato oltre 100 oasi naturali, di ogni tipo, che coprono più di 30 mila ettari di territorio. In alta montagna o sul mare, dal nord al sud non sono porzioni di territorio messe sotto una campana di vetro, bensì sono “aule di natura” visitate da più di 500 mila persone, gestite da più di 150 persone tra dipendenti e giovani delle cooperative, tutte qualificate dal punto di vista scientifico.
Ed è per questo che il gruppo Eugenio in Via Di Gioia ha raccolto con entusiasmo l’invito di WWF Italia a collaborare alle campagne di sensibilizzazioni e ai progetti di educazione ambientale che dalle Oasi vogliono raggiungere tutti i cittadini. C’è sintonia perfetta tra i testi delle canzoni e gli obiettivi culturali e scientifici del WWF.
Con lo “Speciale Oasi WWF” il cui tema è stato “60 Anni da Leoni”, curato dal TGR Piemonte della Rai e andato in onda il 23 maggio, Giornata mondiale della biodiversità, questa collaborazione ha mosso i primi passi e già sono in calendario nuovi appuntamenti per continuare a raccontare le bellezze della natura.

Dopo il racconto della visita all’Oasi WWF Valmanera in provincia di Asti (conosciuta anche come Villa Paolina, con un bellissimo museo dedicato alla flora e alla fauna delle colline a sud del Po e un focus sulle api e sul brulicare di vita e di biodiversità che accoglie un semplice stagno) la collaborazione tra gli Eugenio in Via Di Gioia e il WWF continua con altri appuntamenti estivi che saranno via via annunciati.

Il World Wide Fund for Nature (WWF) è la più grande organizzazione mondiale per la conservazione della natura. Nato nel 1961, è presente nel mondo con 24 organizzazioni nazionali, 5 organizzazioni affiliate e 222 uffici di programma in 96 paesi. Nacque per iniziativa degli scienziati, capitanati da Julian Huxley, cui si aggiunsero i patrocini di Bernardo dei Paesi Bassi (marito della regina Giuliana), di Filippo d’Edimburgo (marito della regina Elisabetta II) e altri; adottò come logo il panda gigante disegnato dal naturalista conservazionista e pittore sir Peter Scott. Alla fondazione e alla prima organizzazione parteciparono anche Guy Montfort e il finanziere e filantropo statunitense Godfrey Anderson Rockefeller.
La sezione italiana (WWF Italia) venne fondata dal giornalista e pittore Fulco Pratesi nel 1966.

Alla base della filosofia che impregna lo statuto del WWF proprio figura di Huxley: biologo, genetista e scrittore britannico, figlio di Leonard (editore), nipote di Thomas (biologo e filosofo) e fratello di Aldous Huxley (anche egli laureato in biologia e filosofia e poi scrittore di fantascienza, l’inventore della letteratura distopica). Julian Huxley pubblicato diversi saggi sia di carattere scientifico che sociale: ha introdotto il concetto di evoluzione psicosociale di un sistema. Ovvero è uno dei primi scienziati che vede l’insieme e vuole studiare l’insieme: la scienza fino a pochi anni fa (diciamo anni ‘70/’80) era molto “monodisciplinare”. L’ecologia invece è il regno dell’interdisciplinarietà. Gli scienziati lavorano tutti insieme: biologi, fisici, chimici, botanici, zoologi, entomologi, geologi, astronomi, informatici… per capire l’ambiente e la sua complessità occorre studiare il tutto.

Il WWF, il World Wide Fund for Nature che letteralmente vuol dire fondo mondiale per la vita selvatica è stata tra le prime istituzioni a fare questo. E a farlo coinvolgendo i cittadini. Da subito il WWF non è stato un gruppo chiuso riservato agli scienziati ma si è aperto a tutti coloro che avessero a cuore la natura. E in questo da subito ha fatto divulgazione. La missione del WWF è quella, testualmente, di “bloccare la degradazione dell’ambiente naturale del pianeta e di costruire un futuro in cui l’uomo vivrà in armonia con la natura”. Per il raggiungimento di tale obiettivo vengono indicate le seguenti azioni necessarie:

  • preservare la biodiversità delle forme di vita presenti sulla Terra;
  • assicurare che l’utilizzo delle risorse naturali rinnovabili sia svolto in maniera sostenibile;
  • promuovere misure che puntino alla riduzione dell’inquinamento e degli sprechi di risorse.

Lo statuto del WWF dice che gli scopi non sono la semplice tutela della vita vegetale e animale alla tutela globale della natura, ma lo studio integrato di ogni ecosistema e di tutte le dinamiche che lo minacciano, dunque oggi tutte le tematiche riscaldamento globale, della salute umana in relazione al deterioramento ambientale, del paesaggio e della crescita sostenibile.