Da alcuni anni la rivoluzione digitale trasforma e semplifica interi settori della società, rivelandosi determinante per la transizione verso procedure burocratiche più agili: un fattore centrale per lo sviluppo di un sistema di governance efficiente e diventata priorità nella fase emergenziale del lock-down. Durante l’emergenza sanitaria, infatti, il processo già in corso verso la semplificazione e l’informatizzazione ha ricevuto un nuovo e forte impulso, per effetto della crescente necessità di scaricare moduli online, inoltrare richieste alla Pubblica Amministrazione in modalità telematica, prenotare prestazioni sanitarie e, in alcuni casi, anche fruire di visite mediche a distanza, grazie a strumenti informatici.

Quale sarà l’impatto di una maggiore accessibilità ai servizi pubblici on-line sulla vita di tutti i giorni e sul benessere dei cittadini? Di quali vantaggi concreti sarà possibile beneficiare grazie alle buone pratiche digitali introdotte durante la quarantena? In quale modo le risposte efficaci sviluppate durante l’emergenza diventeranno pratiche consolidate e sostenibili nel medio e lungo termine?

La rivoluzione 2.0: L’ingrediente segreto per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

Secondo il Digital Economy and Society Index (DESI) della Commissione Europea, tra il 2018 e 2019 la digitalizzazione dei servizi pubblici e l’uso di internet in Italia hanno registrato un trend crescente, ma comunque non sufficiente per raggiungere i reali leader digitali europei. La strada da percorrere, dunque, è ancora lunga, ma i benefici sono evidenti e si legano anche ai 17 Sustainable Development Goals (SDG), gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. La digitalizzazione, infatti, influenza molti ambiti, offrendo nuove opportunità e coinvolgendo trasversalmente tutti gli SDG. Può rappresentare, quindi, un acceleratore importante verso la sostenibilità in tutte le sue forme, da quella ambientale a quella economica e sociale, fornendo preziosi contributi ai sistemi di welfare e sanità pubblica.

Gli Eugenio direbbero che noi adulti “passiamo le giornate in scatole di latta a lamentarci puzzolenti del traffico” mentre ci rechiamo a lavoro e abbiamo “anche smesso di giocare da tempo per mancanza di tempo”, ma forse una possibilità di cambiamento c’è. La rivoluzione digitale, infatti, ha sensibilmente cambiato il mondo lavorativo. Con l’avvento del telelavoro e delle videoconferenze, è possibile limitare gli spostamenti e il relativo impatto ambientale, nonché favorire una più efficiente gestione del tempo, migliorando l’equilibrio tra vita privata e lavoro. I benefici introdotti dalle nuove tecnologie potranno agevolare istituzioni e governi nel processo verso il raggiungimento di una piena crescita economica e la garanzia di un’occupazione dignitosa ai cittadini, come previsto dall’SDG 8.

La ripresa dell’Italia passa per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione

L’emergenza Covid-19 ha messo a dura prova sia l’organizzazione del lavoro e del sistema produttivo sia l’intero sistema sanitario nazionale, richiedendo uno sforzo senza precedenti per affrontare la sfida economica  e sanitaria. Gli strumenti digitali si sono rivelati essenziali per rispondere alla crisi, grazie ad un più ampio ricorso al telelavoro, ad un impegno nella riduzione della burocrazia e all’uso di applicazioni per facilitare le comunicazioni tra pubbliche amministrazioni e cittadini. In particolare, gli enti pubblici sono ricorsi alle moderne tecnologie per rendere facilmente disponibili dati aggiornati sulla situazione epidemiologica (a livello mondiale, nazionale e locale) e moduli scaricabili online per richieste di bonus e contributi finanziari. La digitalizzazione ha permesso una semplificazione di tali procedure e ha promosso il telelavoro anche per gli impiegati del settore pubblico, garantendo loro la possibilità di essere presenti e in contatto con i cittadini, nonostante i potenziali ostacoli legati alle misure di distanziamento sociale.

Digitalizzazione e innovazione, rivoluzione verde, inclusione: sono i tre assi per un’Italia più forte, resiliente ed equa, contenuti nel piano “Iniziative per il rilancio: Italia 2020-2022” presentato al Presidente del Consiglio dei Ministri dal Comitato di esperti in materia economica e sociale guidato da Vittorio Colao. La visione del piano è concepita per mitigare gli effetti della crisi Covid-19 e per affrontare la ripresa, al fine di realizzare trasformazioni profonde a livello economico e sociale in Italia. Tra le proposte di riforme nel lungo periodo, la Pubblica Amministrazione è menzionata come quarto punto della strategia per il rilancio. Ogni trasformazione del Paese, infatti, non può prescindere dalla Pubblica Amministrazione, che deve essere trasparente, moderna e rapida in ogni sua interazione, per consentire un rilancio efficace ai cittadini e alle imprese, diventando un supporto per competitività e crescita.  É importante che diventi alleata di cittadini e imprese, per favorire la creazione di lavoro e innovazione e contribuire ad una migliore qualità di vita per tutti. In questo senso, il Comitato Colao si impegna affinché la PA offra servizi di alta qualità, stimolando importanti investimenti in tecnologia e capitale umano ed interventi di semplificazione.

Con il chiaro obiettivo di rispondere alle inefficienze che da tempo la caratterizzano, soprattutto se confrontata con le altre realtà europee, e al fine di rilanciare il Paese messo a dura prova dall’emergenza Covid-19, il Comitato Colao ha identificato quattro macro aree di intervento: semplificazione e velocizzazione delle procedure burocratiche, con conseguente revisione del codice degli appalti, riaffermazione dei processi di autocertificazione e di silenzio assenso e promozione dell’e-Procurement; trasformazione digitale, essenziale strumento per una modifica radicale dei processi e delle relazioni con cittadini e imprese; investimento nelle risorse umane, sostenendo il ricambio generazionale, la formazione, i nuovi modelli di lavoro come lo smart working e il merito; digitalizzazione della sanità pubblica, dando il via alla revisione dei processi sanitari e delle normative e implementando una piattaforma pubblica capace di integrare telemedicina, homecare e nuove tecnologie di acquisizione dei dati sanitari.

Uno sguardo al futuro

La situazione emergenziale vissuta nei mesi scorsi e soprattutto durante la Fase 1 ha costretto il sistema di welfare e la PA ad anticipare con urgenza alcuni interventi, in risposta alle esigenze dei cittadini e del settore pubblico stesso. Le inefficienze che da tempo caratterizzano la PA e i progressivi tagli degli ultimi anni al sistema sanitario hanno avuto conseguenze evidenti e pericolose, emerse in particolar modo in questo momento drammatico e complesso da gestire. Occorrono soluzioni concrete, che siano sostenibili nel lungo termine e che colmino radicalmente le carenze di cui soffre il Paese.

Allo stesso modo, durante l’emergenza, sono state proposte soluzioni efficienti, adottate buone pratiche e trovate risposte efficaci, che potranno essere uno spunto importante da cui ripartire. Inoltre, se la digitalizzazione è un processo in atto già da anni, l’emergenza Covid-19 ha senza dubbio accelerato il suo corso, con effetti senza precedenti sul settore pubblico. Terminato il lock-down, occorre rilanciare l’Italia, valorizzando e sfruttando quanto imparato, al fine di migliorare lo sviluppo e la sostenibilità, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.

Articolo di: Dafne Sgarra (Global Shapers Turin Hub)

Illustrazione di: Asami Gambino e Filippo Mola