Quando accendi per la prima volta il tuo nuovo smartphone, appena comprato, quell’apparecchio ha già consumato oltre il 70% di energia! Nella sua vita media un oggetto elettronico consuma al massimo il 20% dell’energia totale quando è effettivamente acceso tra le mani del suo proprietario. Il 70% dell’energia viene speso prima che raggiunga il negozio dove sarà venduto. Energia necessaria per estrarre le materie prime, lavorarle, produrre e trasportare tutte le diverse componenti da un capo all’altro del pianeta, assemblare quell’oggetto, impacchettarlo, trasportarlo fino al luogo di vendita. Il restante 10% di energia verrà poi speso nello smaltimento a fine vita.

Quindi buttarlo via quando ancora può funzionare è un peccato, è come buttare via energia pura. Se nei hai uno nuovo, perché non offrire quello vecchio, ancora funzionante, ad associazioni che sanno come farlo avere a chi ne avrebbe bisogno, ma non è in grado di acquistarlo?

L’ideale, ovviamente, è usare un telefono fino a quando non si guasta definitivamente, resistendo un po’ alla moda (consumistica e “nemica” del pianeta) di cambiarlo appena esce il modello nuovo. Per gli apparecchi elettronici rotti (smartphone, tablet, computer, televisori…ma anche un tostapane o un phon) esiste un consorzio di raccolta apposita: RAEE, Raccolta Apparecchiature Elettriche Elettroniche (LINK).

Per uno smartphone che tra le tue mani pesa 200/250 grammi ci sono almeno 80 kg di materie prime. Se il vecchio telefono in bachelite della nonna, a rotella e con il filo nel muro, veniva realizzato con 12 diversi elementi chimici, per il tuo smartphone ce ne voglio 60! Il tuo vecchio telefonino è una piccola miniera! Non lasciarlo nel cassetto e non buttarlo nella discarica.

Puoi fare tre cose:

  1. Tutti gli oggetti elettronici fino a 25 cm come il cellulare e l’asciugacapelli, per esempio, li puoi portare in una grande magazzino che vende elettrodomestici, telefoni e computer: se ha una superficie di vendita di superiore ai 400 mq è obbligato (leggi europee, automaticamente leggi italiane) a ritiralo senza alcun obbligo di acquisto di un nuovo apparecchio.
  2. Puoi consegnarlo al negoziante da quale stai acquistando il nuovo apparecchio: sempre le normative europee impongono che la gestione del “fine vita” di un’apparecchiatura che viene immessa sul mercato sia a carico del produttore che per primo la immette sul mercato (EPR: Extended Producer Responsibility cioè Responsabilità Estesa del Produttore).
  3. Puoi portarlo nella più vicina isola ecologica, gestita dall’azienda che si occupa della raccolta rifiuti della tua città (servizio obbligatorio e gratuito, già compreso nella tassa rifiuti locale) o in uno degli oltre 4.000 centri di raccolta per lo smaltimento di apparecchiature elettroniche presenti in tutta Italia: (LINK)