La 24 ore dedicata a sostenere il progetto “Digitali e Uguali” è stato un successo: a cavallo del 6 e 7 maggio 2021 sono state acquistate 291 specialissime magliette, con l’abbraccio degli Eugenio in Via di Gioia a tutti gli studenti che nei mesi scorsi sono stati un po’ trascurati dalla scuola e abbandonati dallo Stato. 291 t-shirt praticamente oltre 12 all’ora, una ogni 5 minuti.
I fondi raccolti saranno presto trasformati in nuovo computer per gli studenti in DAD e in altre attività a sostegno dell’inclusione scolastiche degli studenti più fragili.

Magliette a tiratura limitata: si tratta di una edizione unica, con un disegno stampato apposta per questa occasione e che non sarà mai più usato per altre magliette.

Ma come fanno i generosi benefattori a essere sicuri che la maglietta che riceveranno è un pezzo unico?
Si fidano della robusta serietà degli Eugenio in Via Di Gioia, certo. Ma in questo caso c’è di più: c’è la tecnologia Blockchain a garantire la promessa.

Questa parola sta lentamente uscendo dal gergo degli informatici (o degli investitori finanziari) per entrare nella vita comune. L’emergenza sanitaria ha fatto crescere velocemente la disponibilità agli acquisti on line, alle transazioni digitali, siamo tutti diventati più disinvolti nell’usare le diverse forme di moneta elettronica: non più solo i sistemi tradizionali come bancomat e carte di credito, ma anche mille forme di borsellini elettronici e carte virtuali pre-pagate. In tutto questo l’affidabilità del sistema che accompagna la transazione e la sicurezza dei dati personali è determinante: se tutto funziona mi fido sempre di più.

Inizialmente la tecnologia Blockchain nasce per garantire le criptovalute (come il Bitcoin) e consiste in una sorta di scrigno digitale che contiene delle informazioni. È costruito in modo che sia trasparente (come fosse di cristallo: posso vedere cosa c’è dentro), ma anche come se fosse forgiato in modo che nel momento in cui viene creato è chiuso e non lo puoi aprire più: quello che è dentro è dentro, nessuno può più modificare quello che contiene. Uno scrigno di cristallo senza aperture, inattaccabile.
Chi costruisce lo scrigno?
Non c’è un’unica entità con i suoi server e i suoi programmatori informatici (come fosse una banca o addirittura la Banca Centrale Europea) ma da una rete di server e un gruppo di programmatori diffuso. Si usa la stessa logica di rete diffusa e senza un vertice con la quale è nato il Web. Lo scrigno nasce secondo un codice che tutti sanno creare (ma nessuno può più aprire o modificare) e tutti i server che accettano di fare parte della rete che ospita la Blockchain posseggono una copia di ogni singolo scrigno creato, dal primo all’ultimo. Se il server centrale di una banca o di una istituzione (pensate il catasto, all’anagrafe…) venisse attaccato (o qualcuno volesse fare il furbetto) i dati conservati sono a rischio. Con la Blockchain il rischio è diffuso: se un server cade ce ne sono altre migliaia che costudiscono le stesse identiche informazioni. Migliaia letteralmente: sono oltre 10 mila in nodi della rete Blockchain.

Dunque non ho più bisogno di fidarmi di un intermediario: mi fido della rete. Non c’è più bisogno di sofisticati sistemi di protezione dei server perché se le informazioni sono inespugnabili e per giunta presenti su 10 mila e più server diversi in tutto il mondo è impossibile per chiunque modificare una singola informazione a suo vantaggio.

Cosa c’entra tutto questo con le nostre bellissime e abbracciose magliette?
Nata per le criptovalute e per il mondo finanziario la Blockchain ha subito scatenato la fantasia di molti: se io riesco a agganciare un oggetto a uno scrigno quell’oggetto diventa unico e tutte le informazioni che l’oggetto ha in sé non sono modificabili. Questo vale per un bene materiale (una maglietta, ma anche un pollo nel suo viaggio dall’allevamento al banco del supermercato), come per un bene immateriale: una canzone, un libro, un’immagine. Tramite un QRcode, una sigla, un codice a barre, un pezzettino di codice aggiunto al file… che venga poi associato a uno scrigno Blockchain. Ed è quello che Notarify ha fatto per noi: tutte le magliette acquistate nella 24 ore dedicata a “Digitali e Uguali” sono state marchiate e tutte le informazioni inserite in un “blocco” della rete (lo scrigno) Blockchain, creato in quelle ore. Così per sempre è registrato che quelle magliette e solo quelle magliette appartengono ai 291 benefattori che hanno accolto l’invito a donare degli Eugenio in Via Di Gioia.