È ritornato finalmente il tradizionale appuntamento con il concerto de Gli Amici di Piero, la cui 22° edizione si è tenuta il 7 dicembre presso le OGR Torino, dopo la pausa forzata di due anni dovuta agli effetti devastanti del Covid19. Dal 1999 infatti i musicisti torinesi si riuniscono in una maratona musicale in cui tutti i gruppi si esibiscono gratuitamente e alla pari, senza gerarchie né diritti di precedenza, in memoria dell’amico scomparso Piero Maccarino, cantante e fonico che proprio nel 1999 è mancato a causa di un male incurabile. Mai dimenticato rude boy, cantante, ultras del Toro e fonico, Piero è ancora nella mente di tutti il ragazzo che urlava forte “Torino è la mia città!” dal microfono che impugnava come una rivoltella di parole fronteggiando bolge di pogo selvaggio. E da allora Gli Amici di Piero sono sempre di più e coloro che non lo conoscevano hanno imparato ad amarlo e a conoscerlo grazie a questi concerti. Coloro che lo conoscevano, invece, approfittano di questa occasione per suonare, ascoltare buona musica ed incontrarsi. Dal punk al rock, dal reggae al soul, dal rock steady al blues e all’hip hop: un melting pot di generi musicali e artisti di livello nazionale per animare la festa musicale più importante dell’autunno torinese e non solo. Un evento che è cresciuto negli anni fino a diventare un unicum nel panorama musicale italiano oltre che l’occasione per ricordare Piero, ma anche Caterina Farassino e tutti gli amici che nel tempo ci hanno lasciato come Peppo Parolini, Bosh, Fabio “Il Nero” Rosolino e Joe degli Ultras Granata.

A presentarli lo scrittore ed insegnante Domenico Mungo, che con Maccarino ha condiviso sia le passioni musicali che la vita nel mondo delle curve calcistiche e Mao, storico cantautore e conduttore radiofonico torinese.

Per quanto sia diventato un appuntamento fisso la serata non viene mai vissuta dalle band e dal pubblico come un evento di routine soprattutto perché il ritrovo serve a sostenere cause benefiche in quanto tutti gli artisti e gli organizzatori (il mitico Tati del Circolo “Giancarlo” Amici del Po) dell’evento lavorano gratuitamente. I fondi raccolti per questo evento in passato sono stati devoluti all’UGI, Unione Genitori Italiana, attiva all’interno dell’ospedale Regina Margherita a sostegno dei bambini malati di leucemia, e dal 2005 anche alla Fondazione Caterina Farassino che opera a sostegno dei bambini in condizioni economiche disagiate. Quest’anno l’ente di riferimento per la donazione totale dei proventi dell’evento è l’Ospedale di Candiolo specializzato nella ricerca per le cure oncologiche.

Ma soprattutto i più giovani si staranno chiedendo chi era PIERO MACCARINO?

Piero era un giovane figlio della working class torinese che dall’età di 17 anni è stato il cantante di uno dei primissimi gruppi punk torinesi: i Rough. Più di dieci anni dopo ha incominciato a lavorare come tecnico del suono fra gli altri per: Bluvertigo, Mao e la Rivoluzione, Massimo Volume, Daniele Silvestri, Subsonica. I Rough vengono considerati, con i bolognesi Nabat, tra le prime e più importanti band Oi! italiane. Si formano nel 1981 ed iniziano rivisitando brani classici del punk inglese. Vengono individuati subito da Giulio Tedeschi, noto pioniere dell’underground musicale italiano, che nel febbraio dell’anno dopo produrrà per la Meccano Records un EP 7″ conosciuto come “Torino è la mia città”, dal titolo di uno dei 4 brani inediti presentati. Il debutto discografico coincide con il periodo di maggiore notorietà: recensioni sulle riviste specializzate, interviste, concerti. La band si scioglie nel 1984. Ad inizio anni novanta il brano “Torino è la mia città” diventerà, dopo essere stato reinterpretato da alcune band locali, molto popolare nei Paesi Baschi. Piero Maccarino, primo cantante della band, muore prematuramente nel maggio del 1999. A lui è dedicato il brano degli Statuto “Un fiore nel cemento” e “Microchip emozionale” dei Subsonica. ”Sold Out!” è il primo commento che si potrebbe inserire a margine di questo evento che ha compiuto i suoi 20 anni, più che maturo per l’età raggiunta,  sincero e fresco  più che mai nelle intenzioni, nel groove, nel rock, nella musica e nei sentimenti che legano tutti gli artisti sul palco, il pubblico e gli organizzatori nell’amicizia che Torino ha sempre mantenuto viva verso  “Piero Maccarino”. Dalle 20,30 fin poco dopo le 2 di notte, si sono di nuovo radunati in tanti (circa 2500) per la kermesse di beneficienza a favore dell’Istituto di ricerca sui tumori di Candiolo, in ricordo del “Rude Boy”  della Torino rumorosa, fumosa e soprattutto musicale. Tutto è avvenuto come da tradizione “Gli Amici” si sono ritrovati ancora insieme attorno agli strumenti per raccontarsi e raccontare le avventure, le esperienze vissute con Piero, prima come musicista, poi come fonico e tifoso del Toro, ma sempre come loro amico. Si è potuto respirare un po’ di quelle atmosfere sonore che negli anni ’90 hanno caratterizzato Torino. Un lungo abbraccio che ancora non si chiude, ma anzi dal 1999 ad oggi, sperando  ancora per molto tempo, continua a stringere vicini sul palco artisti come: Medusa, El Tres, Statuto, Johnson Righeira, Bandakadabra, Eugenio in Via di Gioia, Omini, Black Mungo, Bluebeaters, Africa Unite, Willie Peyote, Franz Goria, Fratelli di Soledad; riuscendo anche a riportare sullo stage Loschi Dezi e  Motel Connection. Ogni artista ha potuto esibirsi con un set breve di tre o quattro brani al massimo, ma dando tantissima energia al pubblico presente, che ha risposto con altrettanta enfasi e affetto da far tremare l’acciaio delle  travi OGR. Un grande rinnovato saluto all’Amico Piero e un grande aiuto alla ricerca.