Ciao utenti!

Immagino che come me molti di voi abbiamo paura del futuro. Io, personalmente, talvolta mi sento estremamente bloccata da questa paura, perché io i cambiamenti climatici e la sostenibilità li ho studiati all’università e forse mi rendo conto più facilmente di quali siano le sfide e quanto sia difficile raggiungere dei successi in questo ambito. E ci sono giorni che sono più ottimista, e scendo in piazza e penso che tutti quelli che sono attorno a me hanno capito l’importanza della loro presenza, il ruolo civile che stanno compiendo facendo disobbedienza, la potenza della loro voce. Talvolta invece, mi rendo conto che forse ho mitizzato troppo una mia speranza, e che forse le cose non stanno proprio così. Io credo che tutti quanti quelli che negano oppure si sentono di non partecipare a questa lotta per la sensibilizzazione sui cambiamenti climatici lo facciano per una paura che è più che condivisibile e condivisa. E allora mi chiedo, e vi chiedo, come facciamo a sconfiggere queste loro paure? Come facciamo a fargli dire “okay, ho paura, ma con me anche tutte queste altre persone, e quindi non sono solo!”. A me la cosa che preme di più è che in questo momento della storia dobbiamo proporre una società di nuovo unita nell’aiutarsi, dove in primis la sostenibilità si propone nel “sostenersi” l’un l’altro. Dove ci si possa rendere “deboli” con gli altri, condividere sentimenti come la paura, perché le altre persone saranno lì a supportarti. E quando altri vivranno momenti di sconforto, perché come ho detto prima talvolta ottimismo e sconforto vanno e vengono come onde emotive, voi ci sarete per loro. Come si crea una comunità dove il primo fondamentale valore sia “io ho paura, ma in te risiede il mio stesso malessere e sono disposto a farmi carico del tuo dispiacere come tu farai dei miei, e quando saremo felici, saremo felici insieme,e solo così, unnendoci,salveremo il mondo”?

Vi voglio bene, a tutti e tutte. Sappiate che ho paura anche io, ma che credo in noi! Arianna